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Nuovo credito d’imposta industria 4.0
Con la legge di Bilancio 2020 (commi 184–197) è stato introdotto il nuovo credito d’imposta per l’industria 4.0 al posto del super ammortamento e iperammortamento, previsti inizialmente nel testo del disegno di legge di bilancio.
Al posto del super ammortamento viene previsto un credito d’imposta a favore delle imprese che:

- a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione;
- effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Potranno accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Sono escluse le imprese in stato di:
- liquidazione volontaria;
- fallimento;
- liquidazione coatta amministrativa;
- concordato preventivo senza continuità aziendale;
- altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal D.lgs. 14/2019 (Codice della crisi dell’impresa o insolvenza) o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni. 

Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive.

La fruizione del beneficio è comunque subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore, e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono agevolabili gli investimenti in beni:
- materiali nuovi;
- strumentali all’esercizio d’impresa;

ad eccezione: dei beni indicati all’articolo 164, comma 1, del TUIR:
- aeromobili da turismo, navi e imbarcazioni da diporto, autovetture ed autocaravan, ciclomotori e motocicli destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa;
- veicoli adibiti ad uso pubblico per cui è prevista la deducibilità parziale; 
- dei beni per i quali il decreto del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento ad aliquote inferiori al 6,5%; 
- dei fabbricati;  
- delle costruzioni;
- dei beni riportati all’allegato n. 3 annesso alla legge 208/2015:
- condutture, 
- condotte per usi civili, 
- condotte dorsali per trasporto a grandi distanze dai centri di produzione, condotte dorsali per trasporto a grandi distanze dai giacimenti gassoso acquiferi, 
- condotte di derivazione e allacciamento, 
- materiale rotabile, ferroviario, tramviario, ad eccezione dei macchinari e delle attrezzature, anche circolanti su rotaia, necessari all’esecuzione di lavori di manutenzione e costruzione di linee ferroviarie e tramviarie;
- aereo completo di equipaggiamento;
- gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Per gli investimenti aventi ad oggetto i beni sopra descritti, il credito d’imposta spetta nella misura del 6% del costo determinato ai sensi dell’articolo 110,comma 1, lettera «b)», del TUIR, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni è riconosciuto un credito d’imposta alle condizioni e nelle misure stabilite dai commi 5, 6 e 7 in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili.
Per gli investimenti aventi a oggetto beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0 (ricompresi nell’allegato A annesso alla L. 232/2016), il credito d’imposta è riconosciuto nella misura:
- del 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- del 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro. 

Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Per gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali connessi ad investimenti in beni materiali “Industria 4.0” (ricompresi nell'allegato B annesso alla L. 232/2016), il credito d'imposta è riconosciuto nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro. 

Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione:
- in 5 quote annuali di pari importo, ridotte a 3 per gli investimenti di beni immateriali;
- a decorrere dall'anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, ovvero a decorrere dall'anno successivo a quello dell'avvenuta interconnessione dei beni per gli investimenti relativi ai beni compresi negli allegati A e B della L. 232/2016. 

Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito nonché della base imponibile dell’Irap e non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi/componenti negativi ex artt. 61 e 109, comma 5, TUIR.  

Il credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile Irap, non porti al superamento del costo sostenuto.